Ricetto di Romano

Fin dal Medioevo Romano era dotato di una struttura fortificata composta da torri, torrioni, torrette, porte, ponti levatoi, castelli e forti collegati da passaggi sotterranei. Ma a documentare il passato splendore si conservano solo poche opere.

Nella parte alta del paese sorgeva il Ricetto, circondato da mura di difesa parzialmente ancora individuabili. Ma del tessuto antico, completamente sostituito, rimangono solamente le torri di accesso.

Nella Porta Nord si possono notare evanescenti tracce di stemmi affrescati e i tagli nella muratura, segni evidenti dell'esistenza di un ponte levatoio.

La Porta meridionale costituisce un eccezionale esempio di duplicazione della struttura: infatti alla torre in pietra, del XIII secolo, più volte rimaneggiata, fu accostata, nel XV secolo, quella in laterizio con aggettante merlatura bifida sorretta da mensole trilobate e archetti.

Torre-porta Nord

La torre porta a nord, di proprietà del conte Marchetti, si trova parzialmente sotterrata a causa del’innalzamento successivo della sede stradale.

Ha subito, nel corso del tempo, vari rimaneggiamenti.

In origine non raggiungeva l’altezza attuale (11 m) e aveva un ponte levatoio  con due bolzoni e una feritoia centrale.

Al piano terra si possono notare una porta murata e una feritoia sulla destra; anche al primo piano vi sono due feritoie sul lato destro.

Quando fu sopraelevata la costruzione, vennero aggiunti sette merli a coda di rondine, di cui tre in facciata.

Alla base dei merli vi è una fascia decorativa con due file di mattoni disposti a dente. Il numero di archetti è di sei in facciata e sul lato destro, di sette sul lato sinistro.

Successivamente furono chiusi i merli e costruito il tetto. Sulla facciata rimane traccia di stemmi di antichi casati.

Torre-porta sud

La torre porta a sud, di proprietà comunale, è attigua alla Chiesa di Santa Marta.

In essa si possono distinguere una torre più antica con un arco d’ingresso al piano terra. L’arco era chiuso da una porta su cardini in pietra: il cardine di destra è ancora visibile, quello di sinistra è stato inglobato nella muratura della chiesa durante i lavori di ampliamento.

La torre presentava due bolzoni distanti 180 cm. uno dall’altro, una feritoia su ogni lato e tre merli di forma rettangolare.

Durante le modifiche successive delll’edificio venne costruito un muro verso l’interno e la torre porta fu sopraelevata e adibita a campanile, come si può vedere in un dipinto dell’inizio  dell’ Ottocento.

A questa torre più antica fu addossata, nel 1400, un’altra torre porta.

La torre quattrocentesca presenta su tutti tre i lati una fascia decorativa con mattoni disposti a dente e caditoie con archetti e mensole trilobate.

Le feritoie per i bolzoni e i merli originari vennero chiusi durante i lavori di costruzione del tetto. Sono ancora visibili tracce della “postierla” che permetteva l’accesso pedonale.

Nell’Ottocento fu inserito nella facciata un orologio non più funzionante già all’inizio del secolo scorso.

Chiesa di Santa Marta

Fino al 1843 era l’antica parrocchiale del borgo intitolata a San Pietro. Dopo la costruzione della nuova chiesa parrocchiale assunse il titolo di Santa Marta ad uso della omonima confraternita.

La Chiesa di San Pietro viene menzionata per la prima volta in documenti risalenti all’inizio del 1200.

Le sue origini sono romaniche, ma l’assetto attuale risale per la maggior parte all’epoca barocca.

La struttura originaria venne ampliata inglobando parti della cinta muraria  dell’antico ricetto e addossando la chiesa alla torre porta a sud di cui la parte più antica fu sopraelevata a utilizzata come campanile, poi crollato.

Il piccolo campanile attuale a forma triangolare risale all’epoca barocca.

La Chiesa presenta tre navate irregolari di ampiezza disuguale chiuse da un’abside rettangolare; il presbiterio è affiancato da due locali adibiti a sacrestie.