Le paste di meliga

Con la farina di granturco (in dialetto melia o meliga) coltivato nella pianura che lambisce l'anfiteatro morenico, la tradizione canavesana non poteva che fare dei biscotti dorati e friabili

Di origine antica, si vuole che siano nati per necessità di fronte ad un cattivo raccolto che aveva fatto salire alle stelle il prezzo del frumento. I fornai cominciarono quindi a mescolare il fior di farina (oggi definito farina 00) con il fumetto di mais, cioè con la farina ricavata dal mais macinata finissima, del tipo non utilizzabile per la polenta ma destinata a confezionare dolci.

La peculiarità della macinazione molto fine favorisce la realizzazione di un biscotto dal gusto particolarmente definito e di struttura molto friabile.

Le paste di meliga possono essere reperite in quasi tutte le pasticcerie ed i panifici del territiorio, ma si possono preparare facilmente anche a casa seguendo questa facile ricetta:

Paste di Meliga

1 kg di farina di frumento, 0,500 kg di farina di mais (meliga fumetto), 1 kg di burro, 0.700 kg di zucchero, 5 uova intere, 10 g di sale, 1 scorza di limone grattugiata ed una bustina di lievito chimico.
Si incorporano bene il burro, lo zucchero con le uova, il sale e la scorza di un limone. Si setaccia la farina con il lievito, si impasta brevemente il tutto e si fa riposare una decina di minuti in luogo fresco.
Si inserisce l’impasto nell’apposita siringa con il disco a stella e si formano degli anelli del diametro esterno di circa 5 centimetri.
Le Paste di Meliga vengono cotte su apposite teglie a forno moderato